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L'internet italiano cresce ma conferma il digital divide

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Il Registro.it, l'anagrafe degli indirizzi internet con suffisso '.it', ha pubblicato l'Annuario 2011. Dal report emerge che, alla fine dello scorso anno, il totale dei domini a targa italiana è di 2.314.533, contro i 2.073.887 del 2010, segnando così un aumento del 10,5% che in termini assoluti porta a un saldo attivo di 240.636 nuove registrazioni.

"In media, si hanno 20mila nuovi domini al mese", spiega Anna Vaccarelli dell'Iit-Cnr. "Nonostante la crisi economica, il nostro suffisso continua la sua ascesa confermandosi al quinto posto in Europa dopo Germania, Gran Bretagna, Olanda e Unione Europea". Tra i 'country code' a livello mondiale, il '.it' è al decimo posto dietro colossi come Stati Uniti, India, Cina e Brasile.

"L'internet Made in Italy non conosce battute di arresto, con la rete che sa essere sempre più economia reale e motore di sviluppo socio-economico", commenta Domenico Laforenza, direttore del Registro.it e dell'Iit-Cnr. A conferma della valutazione, la crescita costante dei domini negli ultimi cinque anni: i '.it' si attestavano nel 2007 a 1.542.155, per superare la boa dei due milioni tra 2009 e 2010, quando il totale dei domini registrati si è attestato a 2.073.887.
L'Annuario 2011 fornisce poi lo screening geografico dei dati nazionali. "La Lombardia occupa il primo posto con circa 452mila domini a targa italiana registrati. Il Lazio è medaglia d'argento con 234mila mentre la Toscana arriva terza con 203mila", prosegue Vaccarelli. "Tra le province, quella di Milano guida la classifica con 262.162 domini, seguita da Roma con 198.733 e Torino con  79.288".
La distribuzione regionale dei domini mette però in luce il digital divide tra Nord e Sud del Paese. Per trovare la prima regione del Meridione si deve scendere al settimo posto con la Campania (129mila), seguita da Sicilia (88mila) e Puglia (79mila). Anche il numero di registrar, i fornitori di servizi internet con contratto con il Registro.it, conferma il divario digitale. La maggioranza opera infatti nel Centro Nord: Lombardia (285), Toscana (122) e Lazio (118). La prima regione del Sud è la Campania (76).
"Il digital divide tra Nord e Sud è accentuato anche dalla scarsa diffusione di banda larga nelle zone rurali", conclude Laforenza: "È quindi urgente che si proceda sulla via tracciata dall'agenda digitale".

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